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GROTESK!

GROTESK!

Bruno Maccallini in
GROTESK!
Ridere rende liberi
di Bruno Maccallini e Antonella Ottai
dal 25 aprile al 6 maggio 2018 al Teatro della Cometa di Roma

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GROTESK! Ridere rende liberi
testo liberamente ispirato ai maggiori autori dell’epoca di Weimar
tratto dal volume “Ridere rende liberi” di Antonella Ottai
musiche originali di Max Hansen, Friedrich Holländer, Jacob Jacobs, Hermann Leopoldi, Paul Lincke, Martin Roman, Kurt Weill e Pino Cangialosi
traduzioni dal tedesco Bruno Maccallini
adattamenti in italiano delle canzoni Franca d’Amato

Grotesk, un mood, un timbro, un carattere e molte scene disseminate nella Berlino di Weimar; un conférencier irriverente e mordace, un provocatore irresistibile, un’eccellenza della risata, dello sberleffo, del ghigno satirico. Il suo personaggio dà figura all’humour agro che aveva contribuito a fare del Kabarett berlinese uno spazio di libertà e di critica sociale; è lui a incarnarne al meglio lo spirito. È un artista, un po’ mago, un po’ prestigiatore, o forse, più che un personaggio, è solo una parte in commedia; magari un imbroglione, un mestatore che dispensa storie scaturite dagli autori più graffianti dell’epoca weimariana: aggredisce il pubblico con le contestazioni radicali di Walther Mehring, lo spiazza attraverso i paradossi del grande Tucholsky, lo blandisce al suono delle musiche di Kurt Weill e Friedrich Holländer. Maschera mobile che registra puntuale tutti gli umori, il Nostro vive gli anni ruggenti in cui la scena del Kabarett rivela sempre più il volto d’una Germania democratica, radicale e antimilitarista. E li vive tutti, dall’inizio tempestoso al disastro finale, quando Berlino sprofonda dentro il nazismo; con lo stesso humour inossidabile si affaccia agli orli del baratro spalancato dal regime finché non ne è a sua volta inghiottito. Indossando di volta in volta i panni del comico, del conferenziere, del mentalista, destreggiandosi fra musiche complici e testi esilaranti, non smette mai di aggredire il comune buonsenso, di denunciarne il vuoto che nasconde. Grotesk si fa modello ineguagliato di un «campo di battaglia – come sognava Holländer – su cui con le sole armi pulite delle parole giuste e della musica si possono distruggere le armi d’acciaio».

Regia Bruno Maccallini

Musiche originali Pino Cangialosi

Kabarett Ensemble: Stefano Costantini tromba – Flavio Cangialosi contrabbasso, pianoforte, percussioni – Pino Cangialosi pianoforte, fagotto, percussioni, fisarmonica

Voce Narrante Franca d’Amato

Visual Luca Ruzza con Tiago Branchini e Gioele Stella
Regia audiovisiva Benedetto Sanfilippo
Testi e ricerca iconografica Antonella Ottai

Luci Maurizio Montobbio
Costumi Alexandra Stelzer, Alice Paris
Movimenti coreografici Igino Massei
Magia Disguido Guido Marini
Pupazzo Grotesk Andrea De Cesare
Maschere Jakob De Chirico

Tecnico luci Giacomo Cursi
Assistente alla Regia Martina Maccallini

Proiettori messi a disposizione da OpenLab Company
Disegno Grafico Stefania Giuseppetti
Foto di scena Martina Maccallini, Mauro Terranova

Ufficio stampa Cinzia D’Angelo

Produzione esecutiva e Organizzazione: Antonella Lepore

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